LA DIMENSIONE SPIRITUALE DEL RESPIRO

La vostra visione diventerà chiara solo quando guarderete nel vostro cuore. Chi guarda all’esterno, sogna. Chi guarda all’interno, apre gli occhi. (Carl Gustav Jung)

Da più di vent’anni accompagno le persone in un ascolto più ampio del respiro, insegnando a lasciarlo scorrere pieno, rotondo, capace di ossigenare l’intero organismo e di restituire energia alle sue profondità. Quando il respiro si apre, si apre anche la vita: la mente si fa più chiara, l’attenzione più vigile, l’anima più ricettiva. E, mentre gli squilibri energetici si distendono, qualcosa nella persona ritrova la propria verticalità interiore, la propria salute spirituale.

Quando il respiro diventa libero e fluido, si attiva un processo di rara intensità: la coscienza si desta, la persona si alleggerisce dal frastuono quotidiano e, in uno stato di quiete attenta, può percepire il mondo interiore con immediatezza, oltre la soglia dei sensi ordinari. È allora che emergono sensazioni, sentimenti, stati d’animo e visioni che avvolgono l’intera coscienza, spingendola oltre i confini dell’identificazione e del conosciuto.

Dinamizzando il flusso respiratorio, il campo energetico personale si espande. La coscienza, da grossolana, si fa sottile, penetrando in profondità inesplorate, dove giacciono significati dimenticati e saperi rimossi. Da lì affiora la forza creativa, quella che non si lascia imbrigliare dalla mente raziocinante quando questa, usata in eccesso, diventa un ostacolo al potere personale. Mente e spirito, quando tornano a lavorare insieme, restituiscono forza, direzione, presenza.

Per questo è essenziale conoscere chi siamo e come funzioniamo: per la salute, per il carattere, per il cuore.

Più siamo in contatto con le dimensioni spirituali e con le profondità della psiche, più diventiamo capaci di attraversare traumi, perdite e fallimenti con serenità e distacco. Jung scriveva: “La sofferenza è dovuta a un ristagno spirituale, a una sterilità psichica. Fede, speranza, amore e conoscenza è ciò di cui ha bisogno il paziente per vivere. Nessuno guarisce veramente se non riesce a raggiungere un atteggiamento religioso”. È un richiamo alla necessità di un orientamento interiore, di un asse che sostenga.

Harmonia Generativa e Non-local Bodywork, i metodi che ho messo a punto dopo anni di lavoro con il Rebirthing Transpersonale e diverse pratiche meditative, sono strumenti nati proprio da questa ricerca. Sono vie sottili, raffinate, dedicate a chi desidera ascendere al proprio “io alato”, come diceva Gibran.
Sono percorsi di guarigione e conoscenza perenne, rivolti a chi sente la chiamata di un viaggio trasformativo dal quale, una volta iniziato, non si torna più indietro: perché ciò che si risveglia non può più essere dimenticato.

Renata Contini, 24 Febbraio 2024

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